DIPENDENZA AFFETTIVA

Perché finiamo prede di amori distruttivi? Perché cadiamo nelle trappole di vampiri, narcisisti, manipolatori? Spesso a fine rapporto nascono in noi diversi interrogativi sulla relazione distruttiva che abbiamo vissuto. Come abbiamo potuto non capire chi avevamo davanti? Come abbiamo potuto continuare nella relazione nonostante tutti i torti subiti? Come è stato possibile questo lavaggio del cervello? Come ho potuto essere così stupida?
Il consiglio che ti do innanzitutto è eliminare l’ultima domanda dall’elenco perchè è un giudizio su di te e non fa che aumentare il dolore che a fine relazione è già enorme. Poi piano piano, come ho già detto in un articolo precedente, prima prenditi cura dell’essenziale: mangia, dormi, stai il più possibile occupata al lavoro o con amici, e solo quando i “parametri vitali” sono sotto controllo, allora fatti le domande necessarie a trovare delle risposte che ti consentano di non ripetere l’esperienza traumatica che hai vissuto. Sì perchè per esperienza so che chi è incappato in un amore distruttivo è molto probabile che se non fa un lavoro serio su di sé ci possa ricadere ancora, con conseguenze devastanti sulla propria vita.
Ma prima di incominciare un percorso di scoperta di quello che sei, abbracciati con amore impara a volerti bene. Anche qualora sentissi di aver commesso un grave errore di valutazione e di giudizio tu non sei solo quell’errore, sei molto di più e francamente è provato che narcisisti, manipolatori e psicopatici scelgono tra le loro vittime persone dotate di grande intelligenza e ancora di più di una profondissima sensibilità. E questo perchè l’intelligenza piegata ai loro voleri restituisce loro un’immagine ancora più onnipotente (sottomettere e nullificare una donna intelligente dà più soddisfazione) e la sensibilità della vittima è quella che la rende più fragile e facilmente predabile.
Non hai sbagliato, quello che hai fatto l’hai fatto per amore, non hai fatto del male a nessuno se non a te stessa e ora è a te che devi pensare. Devi cercare di capire dentro di te che cosa ti ha predisposto a farti preda del tuo aguzzino. Quale la porta di ingresso e perchè quella porta si è chiusa eternamente alle sue spalle fintanto che lui ha deciso di riaprirla solo nel momento di andarsene e dopo aver saccheggiato e messo tutto a ferro e fuoco. Devi cercare di capire quale meccanismo ha fatto sì che il vampiro potesse facilmente baciarti sul collo fino a suggere tutta la tua vita.


Ci sono molti motivi che spingono le persone in amori distruttivi, molte sfumature, tante quante le persone che vivono di questi amori disperati. Ti offro alcune considerazioni in merito che sono frutto di esperienza personale e di molte letture oltre che di un’analisi che dura anni. Non ho la pretesa di darti risposte ma di offrirti magari un appoggio al pensiero in modo che tu possa poi approfondire laddove senti più aderente il discorso.
Il grande contenitore concettuale che può illuminare tutti i perchè inerenti allo stare in condizioni disturbanti è LA DIPENDENZA AFFETTIVA.

Cos’è la dipendenza affettiva?
La dipendenza affettiva è appunto una dipendenza, ma non da una sostanza o da un oggetto: droga, alcool, gioco d’azzardo… Bensì da una persona. La relazione con questa persona è vissuta dal soggetto dipendente come l’unica ragione della propria esistenza. Al soggetto sembra che senza potrebbe cadere nel vuoto assoluto di senso. La dipendenza affettiva si manifesta con sintomi simili alla dipendenza da sostanza. Il soggetto amato è la droga, dobbiamo “assumerlo” a dosi sempre più massicce per sentirci bene e quando viene a mancare cadiamo in una specie di crisi d’astinenza terribile. Per definizione, nell’amore distruttivo, il soggetto amato raramente ricambia il nostro bisogno di affetto, anzi, fa leva sulle inclinazioni masochiste del dipendente, per agire un certo sadismo che placa antiche ferite. Il dipendente si trova così nell’esatta posizione dell’eroinomane, ha bisogno della droga ma più ne ha bisogno più fa di tutto per averla, più soffre e ne ha ancora più bisogno. Solo che al contrario del dipendente da sostanze, non ha il controllo sull’assunzione che invece è completamente delegato all’altro, che come ho già detto spesso disattende il bisogno. Quindi il dipendente soffre sempre di più ma è incapace di mollare la presa. E’ incapace di uscire dal circolo vizioso. Il primo passo per uscirne come in ogni dipendenza è la consapevolezza di avere un problema. Come si entra in una dipendenza affettiva? Come nelle dipendenze da sostanze. All’inizio la relazione è totalmente appagante e ci rende felici. Psicopatici, narcisisti e manipolatori solitamente “lavorano” la vittima prescelta esponendola ad un costante “love bombing”. Le vittime si sentono speciali, uniche, sentono di appartenere totalmente all’altro che le desidera e le ama quasi follemente. Quando sono entrate completamente nella dipendenza, il soggetto dominante le attacca e le destruttura lentamente, fino a farle crollare o a distruggerle. Prima le mette su un piedistallo, instaura una relazione di tipo dipendente, appagando l’infinito bisogno affettivo delle vittime e quando le ha drogate a dovere, si diverte a togliere loro la dose per vederle soffrire e restare insieme a loro nonostante le torture, nonostante il dolore. Per vederle sacrificarsi per amore. Questo restituisce ai suddetti narcisisti un’immagine di onnipotenza di cui a loro volta in un certo senso sono drogati.
Dalla dipendenza si può uscirne. La prima regola per uscirne come abbiamo già detto è avere consapevolezza del problema e poi disintossicarsi. L’unico modo per disintossicarsi è NON FREQUENTARE IN ALCUN MODO l’aguzzino. Niente messaggi, mail, SMS, niente incontri. Di solito lo psicopatico anche se abbandona torna, perché ama collezionare donne distrutte che al primo cenno della mano la afferrano speranzose e ricadono di nuovo in trappola. Se torna non è per amore ma per completare l’opera di distruzione. Se ti fiderai del suo “pentimento” e tornerai con lui/lei sarà molto più difficile per te riprenderti dal secondo abbandono, perchè è sicuro che succederà di nuovo. Taglia completamente ogni contatto e stai attenta/o ai tentativi di riaggancio trasversali, fatti cioè dagli amici o amiche di lui/lei. Se vuoi liberarti della dipendenza devi liberarti dalla sostanza senza se e senza ma.
Un’altra forma di dipendenza specifica molto comune nelle violenze domestiche è la Sindrome di Stoccolma. La vittima sviluppa per il carnefice un amore misto di paura e di riconoscenza per i momenti (rari) di gentilezza e di affetto. La vittima si identifica con l’aggressore per evitare lo shock emotivo, come meccanismo di difesa inconscio che fa proiettare sul persecutore sentimenti di bontà che appartengono alla vittima. La sindrome di Stoccolma è una patologia psichiatrica che sopravviene in situazione di forte stress e di violenza, di costrizione. Va adeguatamente trattata da personale competente che alternerà psicoterapia e farmacoterapia per ridurre i sintomi del PTSD, sindrome da stress post traumatico che viene spesso diagnosticata alle persone affette da questo disturbo.

5 pensieri riguardo “DIPENDENZA AFFETTIVA

  1. Drogato del controllo che esercita sull’altro, drogato del potere che ha sull’ altro, drogato della sensazione di euforia che gli procura il distruggere l’altro.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea il tuo sito web con WordPress.com
Crea il tuo sito
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: