ASTENERSI LUPI AFFAMATI

…NON C’È TRIPPA PER LUPI…

Nel bosco della blogosfera ci sono tante donne o uomini che sono state vittime di amori distruttivi. Paralizzate nel loro letto di dolore hanno bisogno di qualcuno che allievi le loro sofferenze. Basta poco, qualche boccone di empatia che chiuse nella propria casetta isolata dal resto del mondo non possono ricevere. Mi rifiuto di non camminare verso di loro per paura di incontrare il lupo cattivo. L’ho già incontrato una volta e l’errore è stato quello di fermarmi a parlarci proiettando su di lui una bontà che la sua indole predatoria non ha coltivato e fatto crescere. Mi incammino allora nel bosco con una consapevolezza diversa, data non dai consigli di mamma coscienza, ma da un’esperienza che mi ha fatto più vigile ed esperta. Nel mio cesto porto con me poche cose che quando ero sdraiata nel mio letto di dolore mi sono servite a guarire: ascolto, condivisione, affetto. Recuperare se stessi dopo un amore distruttivo è tutt’altro che facile e non è esperienza comune. I molti che ci sono vicini non possono capire il vuoto che lascia dentro e il tipo di dolore che è molto diverso da quello che possono sperimentare le persone alla fine di un rapporto normale. Lasciare o essere lasciati da una persona che si è tanto amato è doloroso, ma lasciare o essere lasciati da una persona che ti ha portato via tutto, dignità, autostima, speranza nel futuro, che ti ha avvinghiato nelle spire della dipendenza e poi ti ha scaricato sul ciglio della strada incredula e moribonda, è un’altra cosa. Molti non capiscono il senso di paralisi e di inedia che prova chi ha vissuto un rapporto malato. La vita sembra non avere più senso. E l’unico pensiero fisso e ossessivo nella mente è l’Altro, che nella sua assenza tormenta più di quando era presente. Nel blog cerco di offrire a chi vorrà leggermi un po’ di empatia, di vicinanza, di conforto. Ma non c’è trippa per lupi affamati che leggono blog di questo tipo per predare fragilità e sensibilità. Narcisisti, manipolatori, collezionisti di cuori affranti da consolare per poi infrangere con più crudeltà, state lontani perchè se vi avvicinate stavolta so chi siete e saprò riconoscervi. Non avete fascino né mistero, solo la povertà di chi si approfitta delle anime bambine che incontra per il gusto di violarle divorandole. Ma nemmeno costringerò me stessa ad una clausura forzata per paura di incontrarvi. So che esistete e so che fate danni. L’unica vostra possibilità sarebbe curarvi, ma per esperienza so che non lo farete perchè vi sentite più furbi, più intelligenti, più forti di tutti. Vi ritenete sempre nel giusto, non sbagliate mai, sono gli altri, deboli, a cadere nelle vostre trappole, sono gli altri, stupidi, a cedere alle vostre finte lusinghe. Ma non fate i conti con i cacciatori, con le vittime, che dopo esser state divorate sopravvivono al vostro buco nero e imparano a rinascere e a rifiorire lontano da voi. E che rinate vi scorgono dietro gli alberi acquattati come bestie e semplicemente vi ignorano perchè non siete nemmeno degni della loro rabbia, ma più di una profonda compassione perchè siete lupi travestiti da agnelli, esseri umani attorcigliati in se stessi, tiranneggiati da desideri ciechi e sordi ad ogni dolore provocato ad altri. Esseri umani che ad un certo punto hanno cessato di esserlo perchè hanno smesso di cercare di migliorare, credendosi perfetti. Tanti auguri lupi per la vostra esistenza errabonda e solitaria nei boschi, vi auguro di incontrare la pace che auguro a tutti gli esseri umani, ma prima so che vi toccherà passare l’inferno della consapevolezza del male fatto, senza la quale non è possibile un vero cambiamento interiore che vi possa portare ad essere migliori. E solo allora sarete pronti a chiedere un perdono che spero per le vittime riescano a concedervi. Lo spero per loro perchè non perdonare significa serbare dentro di sé un vulcano spento ma ancora attivo, pericoloso.
Ma care vittime, ricordiamoci che perdonare non è dimenticare, anzi è propriamente il contrario, ovvero riuscire a dare il proprio perdono ricordando esattamente ciò che è stato per lasciarlo andare e con lui liberarsi da tutto il dolore che ci ha portato. Perdonare non significa ritornare allo status quo ante, rimettersi a dialogare coi lupi, o peggio riprenderseli in casa. Non significa accoglierli ancora a braccia aperte perchè ci facciano a pezzi il cuore e l’anima un’altra volta. Come ho già scritto in un altro articolo, i cari vecchi lupi se non uccidono tornano sempre e si fingono cambiati e buoni. Le loro orecchie vi sapranno ascoltare meglio, le loro mani accarezzare meglio, la loro bocca vi dirà parole dolci ed invitanti, esattamente quelle che volete sentirvi dire, per potervi mangiare meglio! Perdonate: cioè lasciateli andare per la loro strada senza serbare rancore e se saranno veramente cambiati meglio per loro e per le persone che incontreranno nel loro cammino e se invece sono rimasti i predatori affamati di una volta semplicemente capiranno che: NON C’È PIÙ TRIPPA PER LUPI.

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