SIMONE VEDI QUESTA DONNA?

Lo avevo ascoltato predicare in mezzo alla folla sul Monte Eremos.
Era entrata in me tutta la sua luce.

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché erediteranno la Terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

Io vivo nel buio. Sono una prostituta. I miei genitori mi hanno abbandonata da piccola. Mi ha trovata un uomo sul ciglio della strada. Mi ha cresciuta e mi ha dato a tutti gli uomini che mi chiedevano in cambio di denaro. Sono una prostituta. Non mi è mai piaciuto farlo, sono stata costretta. Per abitudine do piacere e sollievo agli uomini con il mio corpo. Gli uomini usano il mio corpo. Ci sono quelli gentili. Ci sono quelli violenti. A pochi interessa quello che provo. Nessuno rinuncia ad usarmi. Dicono che sono bella. Io mi guardo allo specchio e non mi vedo. Il mio corpo, vorrei solo che sparisse…vorrei essere un angelo. Ma dicono che sono il diavolo. Ogni giorno mi alzo, mi metto vestiti provocanti così da piacere ai miei clienti, ma ho un dolore dentro al cuore che mi consuma. Tante mani mi toccano ma nessuna mi accarezza…Tanti cuori mi divorano ma nessuno mi accoglie. Non c’è speranza. Sono una donna perduta. Per la Legge sono reietta. Se tocco qualcuno gli trasmetto il mio peccato, per questo di giorno tutti fingono di non conoscermi, mi stanno lontani, per tornare a cercarmi, avidi, di notte, quando nessuno sa che sto diffondendo la malattia del mio animo che dicono corrotto.
Vivo nel buio, perchè sono nata nel buio, nessuno mi ha voluto, nessuno mi ha amato.

Poi un giorno l’ho visto…e tutto è cambiato. Ho incontrato il Maestro. Lui non scappava da quelle come me, non aveva paura della malattia, stava con quelle come me ma senza prendere come fanno gli altri uomini. Lui non prendeva mai niente, solo ci regalava la sua luce, il suo bellissimo sorriso e la sua Parola. La sua parola scendeva nel mio cuore come fosse un balsamo. Tutte le ferite della mia vita guarivano solo guardandolo, e quando poi parlava, io dimenticavo tutto. L’intero universo stava parlando nelle sue parole. Era una nuova creazione, la terra incominciava di nuovo a respirare e in me tutto rifioriva.

Mai avevo osato avvicinarmi, tanto mi sentivo impura, colpevole, smarrita, brutta. Tanto avevo paura di contaminarlo, di sporcarlo. Mai avevo osato mostrarmi a lui per quella che sono. Mi nascondevo sotto il velo quando di giorno non lavoravo e andavo ad ascoltarlo. Nessuno sapeva che ero una prostituta mi nascondevo e provavo vergogna, in mezzo a tutte quelle persone giuste e devote. Quando poi incrociavo sua madre, non posso dirvi come mi sentivo morire dentro, come quando la notte incontra il giorno, non può che sparire. Lo seguivo da lontano, lui sedeva nelle case a predicare e io mi fermavo fuori a guardarlo attraverso le grate, com’era bello!
Sentivo l’amore per quest’uomo crescere in me. Avrei fatto di tutto pur di sentirlo, di stare con lui, di seguirlo. Ho deciso che avrei dovuto incontrarlo, che avrei dovuto piangere ai suoi piedi tutto il mio dolore; ho deciso che lo avrei seguito e mai l’avrei lasciato, che avrei rischiato il linciaggio pur di stare con lui. Ho deciso che avrei cambiato la mia vita e che sarei diventata la sua serva fedele. Che avrei fatto tutto ciò che desiderava. Che sarei stata a lui sottomessa e l’avrei servito fino alla fine dei miei giorni, se solo me l’avesse consentito.

Una sera ero ancora nella mia vecchia casa con un cliente. Mentre compiacevo le sue voglie sentivo la voce di Yeshua  che mi chiamava. Sentivo il dolore, tutto il dolore della mia vita e del mondo che mi saliva dentro. Sentivo il dolore di quell’uomo che stava usando il mio corpo, sentivo la sua rabbia, sentivo il suo disprezzo, sentivo il suo sentirsi solo, abbandonato vuoto, sentivo tutta la sua potenza che mascherava l’impotenza di una vita che sentiva inutile, priva di senso. Quando ebbe finito mi ritrovai sola in un letto sfatto, in una vita sfatta e sentii di nuovo la Sua voce che chiamava. D’impulso mi alzai e mi misi i vestiti del mio mestiere. Uscii di corsa, cercando nelle strade, chiedendo alle persone dove fosse il Maestro…in lacrime, sembravo una pazza…pazza d’amore. Dovevo incontrarlo, sua, sarei stata sua, solo sua, la sua serva. Dopo tanto girare all’impazzata lo trovai. Era in una casa di un uomo importante, un certo Simone. Una cena di soli uomini. Entrare era pericoloso per una come me. Rischiavo di essere lapidata, una prostituta che entra in una casa per bene! È un sacrilegio! Non mi interessava. Se mi avessero uccisa andava bene lo stesso, non volevo vivere un solo giorno di più senza di lui…lui era il senso della vita che volevo vivere. Entrai tra lo stupore e il disprezzo di tutti. Mi misi dietro il Maestro in ginocchio ai suoi piedi…e incominciai a piangere tutto il dolore della mia vita, tutta la speranza di un cambiamento, tutta la gioia per il suo esistere, per l’amore che sentivo nello stargli vicino, incominciai a fare quello che faccio per mestiere: lavare i piedi del cliente, ungerli con l’olio profumato. Di solito con me ho i panni per asciugare. Ma nell’impeto non li avevo portati, allora li asciugai coi miei capelli e poi li baciavo li baciavo, non riuscivo a smettere. Il Maestro incominciò a parlare, sentivo il timbro della sua voce calma, non infastidita, anzi amorevole, ma non capivo il discorso che faceva al padrone di casa. L’amore che provavo per lui in quel momento mi impediva di capire, solo sentivo tutto il dolore mio e del mondo che fluiva nel suo amore e diventava gioia di vivere, di esistere. Io volevo esistere per lui solo per lui.
Quando ebbe finito di parlare mi alzò delicatamente da terra, mi asciugò con le mani le lacrime, mi guardò negli occhi e mi disse con una dolcezza infinita…IO so tutto quello che hai passato, io conosco il tuo cuore, io non solo ti perdono ma ti amo infinitamente, io ti desidero con me ma non voglio che tu sia la mia serva, tu non devi essere serva di nessuno, non più…IO ti restituisco la tua libertà perduta perchè ti amo e l’amore ti vuole libera. Va’ in pace…io sono qui se mi cerchi mi troverai…ma prima di cercarmi cerca te stessa, non la serva, ma la donna…trovala e quando l’avrai trovata vieni e seguimi…io ti aspetterò…

Ero stordita da tutto quel turbinio di emozioni…sopraffatta…

Per tutta la vita ho servito, ho compiaciuto, mi sono sottomessa al piacere e al bisogno degli altri che hanno preso tutto…mentre io davo tutto….

MA SE NON MI VUOLE SERVA, IO CHI SONO?

Uscii nella notte con questo interrogativo nel cuore, colma del suo amore incominciai a cercare la donna, colei che esiste non per servire ma per amare, non per compiacere ma per compartecipare…LUI mi ha fatto capire che non vuole uno zerbino su cui pulirsi i piedi, lui non vuole fare quello che hanno fatto tutti gli altri fino ad ora. Lui mi vuole in piedi a camminare al suo fianco, mi vuole libera, vuole che io senta di avere una dignità anche se tutti hanno provato a cancellarla sputandomi addosso. Non lo deluderò. Io cercherò quella donna, mi costasse anche una vita intera. Crescerò nella mia libertà a costo di sbagliare ancora e quando l’avrò trovata tornerò da lui e lo seguirò ovunque. MI farò Amore e seguirò l’Amore.

Sono stati perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato Hóti egápesen polý. Perché lei ha molto amato. Perché Lui ha molto amato. Tutto il cristianesimo è qui”. Commento del patriarca Athenagoras

https://www.monasterodibose.it/preghiera/vangelo/10531-perche-ha-molto-amato

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